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Storia Salento

Il Salento, complice la sua favorevole posizione geografica, ha ospitato tantissime civiltà  e quindi non è solo mare e bel clima ma anche storia e cultura

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Il Salento, da secoli, complice la favorevole posizione geografica, è stato uno dei punti di scambio culturale e commerciale più importanti con l'oriente. La storia del Salento è perciè molto ricca ed ha il suo punto di partenza già  nel neolitico: sono tanti i reperti archeologici rinvenuti in questa terra, dalle decorazioni geometriche o dalle scene di caccia delle antichissime pitture parietali rinvenute nella grotta del Cervo a Porto Badisco, antico rifugio dell'uomo preistorico, o dalla massiccia presenza di Dolmen e Menir nascosti lungo tutto il territorio salentino.

Le prime tracce di veri centri urbani si inseriscono solamente nel 1400 a.C. quando il Salento, abitato dai Messapi, prende il nome di Messapia ciò terra tra i due mari. I Messapi, di origine illirica, costituivano un evoluto popolo dedito all'agricoltura, all'allevamento e alla lavorazione della ceramica. Poco si sa sulle loro origini, molte sono per le tracce lasciate sul territorio: Vaste, Ugento, Cavallino e Manduria, solo per citarne alcuni, sono i maggiori insediamenti fortificati ancora oggi per lunghi tratti visibili. La cultura dei Messapi è per molti aspetti simile a quella greca. E' quasi contemporaneo infatti l'approdo dei primi greci sulle coste salentine che diede l'impulso alla nascita della Magna Grecia, e furono proprio i coloni greci a fondare lungo la costa città  quali Gallipoli, Taranto e Otranto, che in breve tempo sarebbero diventati centri più prestigiosi delle città di entroterra.

Sotto i romani, il Salento gradualmente si latinizzò tanto da dare un grande contributo allo sviluppo della letteratura latina dando Natale ai grandi letterati Ennio e Pacuvio. I romani dominarono in Salento fino al 476 d.C. contribuendo attraverso grande opere pubbliche, come la via Appia o la via Traiana, a rendere questa terra un'importante crocevia per l'Oriente come lo sarebbe stata negli anni avvenire ed è con i romani che si consacrò Lecce divenendo municipium (comunità  cittadina affiliata a Roma) che sarebbe cresciuto enormemente sotto la guida dell'imperatore Marco Aurelio. La dominazione romana nel Salento segnò la fine del greco e della lingua messapica, definitivamente sostituito dal latino, sebbene reflussi delle antiche lingue persistono ancora oggi tanto che in alcuni comuni del centro-Salento si parla il Grico, dialetto di tipo neo-greco.

La fine dell'impero romano d'occidente segnò l'inizio di un periodo d'incertezza per il contesto salentino, troppo debole per resistere ai saccheggi e alle continue invasioni di Longobardi e Saraceni, che spopolano le città  abbandonate per abitazioni più sicure nelle campagne. Solo con la nascita a Lecce del re normanno Tancredi di Sicilia della famiglia d'Altavilla il Salento riprese l'antico splendore. Federico II di Svevia (conosciuto con l'appellativo "fanciullo di Puglia") riformò il Salento avviando la costruzione di splendide opere pubbliche che avrebbero dovuto affermare a tutti la forza degli Altavilla e lo splendore del regno di Sicilia. Il passaggio al dominio degli Angioini segnò l'avvento del feudalesimo mentre più doloroso fu il periodo di governo degli aragonesi in Puglia. Fu in questi anni che il Salento riassaporò la paura per le antiche invasioni costiere e fu per questo motivo che sorsero lungo tutto il litorale, da Otranto a Gallipoli, centinaia di torri di avvistamento costiere, utili ad avvisare i cittadini dell'imminente pericolo. Nel 1480 Otranto fu invasa dai Turchi e 800 persone morirono rifiutando la conversione all'Islam (martiri di Otranto). Tale fu solamente l'evento più eclatante di una lunga serie di invasioni barbariche, che rigetteranno queste terre ad assolvere al ruolo di regione anche politicamente marginale. Negli anni 30 del Novecento consistenti opere di bonifica, atte per la lotta alla malaria, restituirono la costa jonica esattamente come è oggi, rendendoci quelle meravigliose spiagge, quali Pescoluse, che oggi, grazie al consistente turismo, fondano l'economia del Salento; un territorio tanto affascinante in cui si succedono senza sosta alte scogliere di estrema bellezza e lunghe distese caraibiche, offrendo nel contempo la possibilità  di visitare città  d'arte dal patrimonio artistico e storico incalcolabile. Quindi dal turismo balneare a quello culturale ed enogastronomico, una vacanza nel salento può soddisfare ogni esigenza di qualsiasi turista.