Le migliori escursioni in barca nel Salento

Esperienze · 5 agosto 2026 · 8 MIN DI LETTURA

Le migliori escursioni in barca nel Salento

Duecento chilometri di costa e due mari: la guida alle escursioni in barca nel Salento tratto per tratto, dalle isole di Porto Cesareo alle grotte di Leuca fino all'Adriatico di Castro e Otranto, con il porto giusto per ogni itinerario.

Team Nescavacanze
Chi vive il Salento tutto l'anno

Il Salento ha duecento chilometri di costa e due mari, e buona parte di quello che vale la pena vedere non si raggiunge da terra. Questa guida percorre l'intera penisola dal mare, da nord a sud e poi risalendo l'altro versante, e dice per ogni tratto da quale porto si parte e cosa si vede arrivando.

Lo Ionio del nord: Porto Cesareo e Gallipoli

Il tratto tra Porto Cesareo e Gallipoli non ha grotte: ha isole, secche e fondali bassi. È il solo tratto di costa salentina dove la barca serve per raggiungere qualcosa che sta in mezzo all'acqua, e non dentro la roccia.

Da Porto Cesareo si naviga dentro l'Area Marina Protetta, la seconda per estensione in Puglia. Le uscite girano intorno all'Isola dei Conigli, poi puntano alla Scala di Furno, all'Isola della Malva, a Torre Chianca, Torre Lapillo e Punta Prosciutto. È l'itinerario giusto per lo snorkeling: il fondale resta basso a lungo e la protezione ha lasciato le praterie di posidonia dove altrove non ci sono più.

Da Gallipoli si esce verso l'Isola di Sant'Andrea, davanti alla città vecchia, con il suo faro e la colonia di gabbiani corsi. Da lì si risale verso Santa Caterina e Santa Maria al Bagno. Sono uscite brevi, spesso mezza giornata, e si combinano bene con una visita al centro storico di Gallipoli.

Il basso Ionio: da Torre Pali a Torre Vado

Sceso lungo la costa, il fondale si alza e la roccia ricomincia. Qui ci sono i due porti più vicini alle nostre case: Torre Pali, la marina di Salve riconoscibile dal faraglione con i resti della torre, e Torre Vado, la marina di Morciano di Leuca, che nel 2026 ha ottenuto la prima Bandiera Blu della sua storia.

Da entrambi si scende verso il Capo costeggiando le Grotte di Ponente: la Grotta del Drago, la più profonda del tratto, il Presepe, le Tre Porte, la Grotta del Fiume, i Giganti. Da Torre Pali si esce anche in pescaturismo, cioè a bordo con i pescatori durante la battuta, che è un'uscita diversa da tutte le altre e non ha niente a che vedere con le grotte.

Questo tratto lo raccontiamo per esteso, rotta per rotta, nella guida alle gite in barca alle grotte da Torre Vado: lì trovate la sequenza esatta delle tappe, le imbarcazioni che le fanno e cosa mettere in borsa.

Gozzo in legno che naviga nelle acque cristalline lungo la costa rocciosa del basso Salento
In navigazione lungo la costa · basso Salento.

Il Capo di Leuca e il giro delle due coste

Santa Maria di Leuca è il finibus terrae, e la sua costa è una sequenza di cavità che si vedono quasi solo dall'acqua. Due promontori la delimitano: Punta Ristola a ovest e Punta Meliso a est. Sono loro a segnare il passaggio tra Ionio e Adriatico.

Sotto Punta Ristola si apre la Grotta del Diavolo, quaranta metri di lunghezza per diciassette di larghezza, con lo sbocco diretto sul mare. Il nome viene dal rumore che l'acqua produce risucchiando l'aria nelle cavità con il mare mosso: un suono che la tradizione popolare attribuiva al demonio.

Poco distante, la Grotta delle Tre Porte comunica con l'Antro del Bambino, e quel nome non è decorativo: lì dentro è stato trovato il molare fossile di un bambino neandertaliano di una decina d'anni, insieme a utensili di pietra, resti di focolare e ossa di animali preistorici. Si passa in barca davanti a una cavità in cui qualcuno ha acceso un fuoco decine di migliaia di anni fa.

Quasi tutte le uscite da Leuca propongono il giro delle due coste: si parte dal lato ionico, si doppia il promontorio e si continua sul versante adriatico. In poche ore si attraversa il punto in cui i due mari si incontrano, ed è il motivo per cui Leuca è l'imbarco che accorcia le distanze verso entrambi i versanti.

Interno di una grotta marina del Salento con acqua turchese illuminata e una piccola barca, vicino a Santa Maria di Leuca
Dentro una grotta marina · le grotte di Leuca.

L'Adriatico, da Castro a Otranto

Il versante orientale è più verticale: scogliere a strapiombo, fondali che precipitano, un blu che sullo Ionio non si vede.

A Castro, borgo arroccato sopra un porticciolo, si trovano le due grotte più studiate del Salento. La Grotta Zinzulusa deve il nome dialettale agli zinzuli, gli stracci: così i pescatori chiamavano le concrezioni che pendono dalla volta come panni stesi. Si sviluppa per circa centosessanta metri e si percorre con visita guidata di un'ora, obbligatoria; ci si arriva a piedi da terra oppure in barca dal porticciolo. Dentro c'è il lago Cocito, con una stratificazione rovesciata — acqua calda e salata sotto, fredda e dolce sopra — e una fauna che non esiste altrove: il gambero bianco cieco Typhlocaris salentina e una spugna ipogea descritta solo qui.

Poco più a sud, la Grotta Romanelli è uno dei siti preistorici di riferimento del Mediterraneo. Nel 2026 un nuovo studio dell'Università di Milano, dentro il progetto internazionale Dec.O., ha riesaminato nove pietre incise trovate nella grotta e le ha datate tra circa 13.400 e 10.400 anni fa, alla fine dell'Epigravettiano. Ricerche precedenti hanno documentato nella stessa grotta presenze umane risalenti a 350.000 anni fa, negli antenati dei Neanderthal.

Risalendo verso Otranto si costeggiano Porto Miggiano, Santa Cesarea Terme e Torre Sant'Emiliano, fino a Punta Palascìa, il punto più orientale d'Italia. Il faro, del 1867, è una torre cilindrica di trentadue metri ed è uno dei cinque fari del Mediterraneo tutelati dalla Commissione europea; la sua luce si vede fino a diciotto miglia nautiche. Subito a nord si apre la Baia delle Orte, chiusa dalla pineta.

Una precisazione, perché la confusione è frequente: il laghetto di bauxite sta appena dietro quella pineta, ma non si raggiunge in barca. È una vecchia cava, si arriva via terra dal parcheggio delle Orte o a piedi dal porto di Otranto, e non è balneabile.

A nord della città il paesaggio si distende: la Baia del Mulino d'Acqua con la Grotta Sfondata, la Baia delle Murrune, la Baia dei Turchi e i laghi Alimini.

Barca all'ingresso di una grotta marina con acqua turchese lungo la costa adriatica del Salento, vicino a Castro
All'ingresso di una grotta marina · costa adriatica.

Quale porto scegliere, in base a cosa volete vedere

È la domanda che conta di più, perché da ogni imbarco si vede un pezzo diverso di costa e le distanze via mare sono lunghe.

  • Volete le grotte carsiche — Leuca per il numero e la varietà, Torre Vado o Torre Pali se alloggiate nella zona di Pescoluse, Castro per Zinzulusa e Romanelli.
  • Volete snorkeling e fondali bassi — Porto Cesareo, dentro l'area marina protetta. È il tratto in cui si sta in acqua più che in barca.
  • Volete il giro delle due coste — Leuca, perché è il punto in cui i due mari si toccano e non c'è modo di farlo partendo da altrove.
  • Volete scogliere e blu profondo — Otranto o Castro, sul versante adriatico.
  • Volete un'isola — Gallipoli per Sant'Andrea, Porto Cesareo per l'Isola dei Conigli.
  • Volete uscire con i pescatori — Torre Pali, con il pescaturismo.

Una regola pratica: da Pescoluse e dintorni, i porti del basso Ionio sono a cinque minuti d'auto, Leuca a quindici, Castro a quaranta, Otranto a un'ora abbondante. Per l'Adriatico conviene mettere in conto la giornata intera.

Con che barca si va

Il mezzo decide il tono della giornata più della rotta.

  • Gommone — agile, entra negli anfratti stretti dove le barche grandi non arrivano. Gruppi piccoli, giro ravvicinato, poca ombra.
  • Gozzo — la barca in legno dei pescatori salentini: lenta, stabile, con il ritmo giusto per ascoltare i racconti di chi la guida e fermarsi a nuotare senza fretta.
  • Catamarano — scafo largo e quindi stabile: è la scelta di chi viaggia con bambini piccoli o soffre il mal di mare. Spazi al sole, zone d'ombra, aperitivo a bordo.
  • Motonave — sulle rotte lunghe dello Ionio del nord, con più soste bagno nell'arco della giornata.
  • Noleggio senza conducente — quasi tutti i porti affittano piccole imbarcazioni guidabili senza patente nautica entro i limiti di potenza previsti dalla legge. Si va dove si vuole, ma senza nessuno che racconti cosa si sta guardando.
Escursione in barca al tramonto lungo la costa del Salento, con la luce dorata sul mare
Il tour al tramonto · costa del Salento.

Prima di prenotare

Le uscite brevi durano una o due ore e restano vicino al porto. Quelle complete vanno dalle tre alle quattro ore e includono soste bagno, snorkeling e spesso un aperitivo a bordo. In alta stagione conviene muoversi con qualche giorno di anticipo, e i giri al tramonto si esauriscono per primi.

Le uscite del mattino hanno la luce migliore per entrare nelle grotte e il mare più calmo; quelle serali hanno la luce radente sulle pareti. Con mare mosso le escursioni vengono annullate per sicurezza. La lista di cosa portare a bordo, e come funziona la prenotazione, sono nella guida dedicata alle escursioni da Torre Vado: valgono per qualunque porto.

Una cosa su cui vogliamo essere chiari: non organizziamo né rivendiamo escursioni, e non abbiamo accordi commerciali con gli operatori. Quando ne nominiamo qualcuno lo facciamo a titolo informativo, sulla base della nostra esperienza e di quella degli ospiti che ci raccontano com'è andata.

Vivere il mare del Salento con noi

Il modo migliore per non perdersi queste uscite è dormire vicino ai porti d'imbarco. Le nostre case vacanza a Pescoluse e Posto Vecchio sono gestite direttamente dai proprietari, a pochi minuti da Torre Pali e da Torre Vado. Si esce in barca la mattina e si torna sulla sabbia bianca nel pomeriggio.

Cucine attrezzate, verande, aria condizionata, e noi a disposizione per dirvi quale uscita ha senso con il meteo del giorno — che nel Salento cambia da un versante all'altro. Se il maestrale rende impraticabile lo Ionio, spesso l'Adriatico è calmo, e viceversa: saperlo la sera prima fa la differenza tra una giornata in mare e una annullata. Per due persone Casa Pescoluse 1 è a trecentocinquanta metri dalla riva; Casa Sabbia d'Oro, a Posto Vecchio, è la più vicina al mare di tutte, duecento metri.

Domande frequenti

Da quale porto conviene partire per un'escursione in barca nel Salento?
Dipende da cosa volete vedere, perché da ogni imbarco si copre un pezzo diverso di costa. Leuca per il numero e la varietà delle grotte carsiche e per il giro delle due coste. Torre Vado e Torre Pali se alloggiate nella zona di Pescoluse e volete vedere le grotte del basso salento dello Ionio e dell'Adriatico. Castro per la Zinzulusa e la Grotta Romanelli. Otranto per le scogliere e le baie del nord adriatico. Porto Cesareo e Gallipoli per le isole e i fondali bassi dello Ionio settentrionale.
Quali grotte del Salento si vedono solo dal mare?
Gran parte delle cavità del Capo di Leuca: la Grotta del Drago, il Presepe, le Tre Porte, la Grotta del Fiume e i Giganti sul versante ionico, il Complesso delle Mannute, la Vora e il Soffio su quello adriatico. La Grotta del Diavolo, sotto Punta Ristola, sbocca direttamente sul mare. La Zinzulusa a Castro fa eccezione: si visita anche a piedi da terra.
Meglio la costa ionica o quella adriatica per andare in barca?
Sono due esperienze diverse. Lo Ionio ha fondali più bassi, acqua più calma e, nel tratto nord, isole e praterie di posidonia: è il versante per lo snorkeling. L'Adriatico ha scogliere a strapiombo, fondali che precipitano e le grotte più studiate, ma è più esposto al vento. Con maestrale forte spesso lo Ionio è impraticabile e l'Adriatico è calmo, o viceversa: vale la pena decidere il giorno prima guardando le previsioni.
Che cos'è il giro delle due coste?
È la rotta che parte da Santa Maria di Leuca sul lato ionico, doppia il promontorio tra Punta Ristola e Punta Meliso e prosegue sul versante adriatico. Attraversa il punto in cui i due mari si incontrano e in poche ore mostra entrambe le anime della costa salentina. Leuca è il solo imbarco da cui si fa senza navigazioni lunghe.
Serve la patente nautica per noleggiare una barca nel Salento?
Quasi tutti i porti affittano piccole imbarcazioni guidabili senza patente nautica, entro i limiti di potenza e distanza dalla costa previsti dalla legge. Il conducente deve essere maggiorenne. Per le imbarcazioni più grandi, o per uscire oltre quei limiti, la patente serve: le condizioni esatte le stabilisce l'operatore del noleggio.
Come si visita la Grotta Zinzulusa?
Con visita guidata di circa un'ora, obbligatoria. Si arriva a piedi da terra lungo il sentiero scavato nella roccia oppure in barca dal porticciolo di Castro Marina. La grotta si sviluppa per circa centosessanta metri e contiene il lago Cocito, con acqua calda e salata sotto e fredda e dolce sopra, e specie endemiche come il gambero bianco cieco Typhlocaris salentina. Ha riaperto dopo i lavori di messa in sicurezza della volta.
Il laghetto di bauxite di Otranto si raggiunge in barca?
No. È una vecchia cava che si trova dietro la pineta della Baia delle Orte, e ci si arriva solo via terra: dal parcheggio delle Orte o a piedi dal porto di Otranto, circa un chilometro e mezzo. Le escursioni in barca costeggiano la Baia delle Orte e il faro di Punta Palascìa, ma il laghetto resta all'interno. Non è balneabile.
Che differenza c'è tra gommone, gozzo e catamarano?
Il gommone è agile e si infila negli anfratti stretti, in gruppi piccoli e con poca ombra. Il gozzo è la barca in legno dei pescatori salentini: lento e stabile, adatto a chi vuole ascoltare i racconti di chi la guida. Il catamarano ha lo scafo largo e quindi stabile, con spazi al sole e all'ombra: è la scelta di chi viaggia con bambini piccoli o soffre il mal di mare.
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