Feste tradizionali e sagre del Salento: quali sono

Esperienze · 4 giugno 2026 · 15 MIN DI LETTURA

Feste tradizionali e sagre del Salento: quali sono

Nel Salento la festa non è un evento ma un calendario: luminarie, banda, processione e pizzica fino all'alba. Qui trovate le feste e le sagre da vedere almeno una volta, dalla Focara di Novoli alla Notte della Taranta, con le date fisse, quelle mobili e quelle che si scoprono solo sul posto.

Team Nescavacanze
Chi vive il Salento tutto l'anno

Nel Salento la festa non è un evento: è un calendario. Ogni paese celebra il suo santo, e attorno alla data ruotano luminarie, banda, processione, fuochi e pizzica fino all'alba. Questa guida raccoglie alcune delle feste e delle sagre da vedere almeno una volta, con le date fisse, quelle mobili e quelle che si trovano solo leggendo i manifesti.

Come funziona il calendario delle feste

Prima delle singole date conviene capire il meccanismo. Nel Salento esistono tre tipi di appuntamento, e si comportano in modo diverso.

  • Le feste patronali — legate al santo del paese. La data è fissa nel calendario liturgico. Molti comuni la celebrano due volte: una d'inverno, nel giorno vero, e una d'estate, per far partecipare emigrati e turisti.
  • I riti devozionali — falò, processioni, pellegrinaggi. Date fisse, spesso invernali, e un impianto che cambia poco di anno in anno.
  • Le sagre — feste gastronomiche di paese, dedicate a un singolo prodotto. Le date si spostano ogni anno, a volte di una settimana intera.

Questa distinzione conta: le prime due si possono programmare da casa, le terze no. Per le sagre serve arrivare qui e guardarsi intorno, oppure scoprirle sul web qualche mese prima.

Perché il Salento ha così tante feste

Non è folklore costruito per il turismo. È il residuo di una struttura sociale precisa.

Fino a metà Novecento questa era terra di braccianti, di masserie e di paesi chiusi in se stessi. Il santo patrono era il centro dell'identità collettiva: la festa era il solo momento dell'anno in cui si spendeva, si suonava e si stava in piazza tutti insieme. Le confraternite gestivano i riti, i comitati raccoglievano le offerte porta a porta, e questo impianto è arrivato intatto fino a oggi.

La storia del Salento spiega il resto: la stratificazione messapica, bizantina e barocca ha lasciato in ogni paese un santo diverso e un modo diverso di festeggiarlo. Anche le marine più recenti, come Pescoluse, hanno ereditato il calendario dei paesi agricoli da cui sono nate.

Gennaio: la Focara di Novoli

Il calendario si apre con il fuoco. A Novoli, per Sant'Antonio Abate, si costruisce la Focara: una catasta di fascine di sarmenti di vite alta circa 20 metri, tirata su a mano con oltre 30.000 fascine.

L'accensione è la sera del 16 gennaio, vigilia della festa. Nell'edizione 2026 la Cerimonia del Fuoco è stata alle 20:30, dopo la bardatura della Focara al mattino, con l'immagine del santo issata in cima. Il programma completo occupa quasi tre settimane, dal 6 al 25 gennaio.

È uno dei falò rituali più grandi al mondo, e si vede da chilometri. Novoli è però lontana da noi: 87 km da Pescoluse, circa un'ora e mezza d'auto. Va messa in conto come gita di una giornata intera, non come serata.

La Focara di Novoli: enorme falò devozionale di sarmenti di vite in fiamme nella notte, in Salento
La Focara di Novoli · il grande falò di Sant'Antonio Abate

Attorno alla stessa data, in decine di paesi si accendono falò di quartiere più piccoli, sempre per Sant'Antonio. Sono meno spettacolari e più veri: si sta in strada, si beve vino nuovo e si mangiano le pittule. Quelli non li trovate su nessun sito.

Febbraio e marzo: il carnevale e la Caremma

Il carnevale salentino è meno noto di quello di Putignano, ma esiste e ha una figura tutta sua: la Caremma.

È un fantoccio di stracci che rappresenta la Quaresima: una vecchia vestita di nero, con la conocchia in mano e un'arancia infilzata da sette penne. Viene appesa ai balconi il mercoledì delle Ceneri, e ogni domenica le si toglie una penna. La domenica di Pasqua, a mezzogiorno, la Caremma esplode: il fantoccio viene fatto saltare per annunciare la Resurrezione.

Se passate in Salento tra febbraio e aprile, alzate lo sguardo sui balconi dei paesi dell'interno. Le Caremme ci sono ancora.

La Settimana Santa: Gallipoli e le confraternite

La primavera porta il Salento più severo. I riti della Settimana Santa sono processioni notturne, confraternite incappucciate, canti a voce spiegata e cortei che durano ore.

Il centro di tutto, nel Salento leccese, è Gallipoli. Il Venerdì Santo, dopo il tramonto, esce la processione dell'Urnia, con il Cristo morto. Alcuni confratelli camminano scalzi; altri portano la disciplina, lo strumento di penitenza. Si va avanti fino alle due di notte, e all'alba riparte la processione dei Misteri dalla chiesa della Madonna della Purità, che finisce a mezzogiorno.

Una precisazione che quasi nessuna guida fa: i perdùni, i pellegrini scalzi incappucciati che si vedono nelle foto più famose, appartengono alla Settimana Santa tarantina, non a quella leccese. Sono due tradizioni vicine ma distinte, e conviene non mescolarle.

Gallipoli è a 41 km da Pescoluse, tre quarti d'ora d'auto. È una gita che si abbina bene a una giornata nel centro storico: ne parliamo nella guida ai borghi e al barocco del Salento.

Giugno: San Pietro e Paolo a Galatina

Il 29 giugno, a Galatina, si celebra la festa dei santi Pietro e Paolo. Per secoli è stato il giorno in cui le tarantate arrivavano in pellegrinaggio alla cappella di San Paolo, bevevano l'acqua del pozzo nel cortile e ballavano davanti al santo per chiudere la crisi.

Il tarantismo nella sua forma originaria non esiste più. Quello che si vede oggi è una rievocazione: ronde spontanee la sera del 28, e una sequenza rituale in mattinata il 29. È una cosa diversa dal rito antico, e va guardata sapendolo. La storia completa è nella guida alla pizzica e alle tradizioni salentine.

Galatina è a 46 km da Pescoluse. Vale il viaggio anche fuori dalla festa, per la basilica di Santa Caterina d'Alessandria e per i suoi affreschi trecenteschi.

Luglio: Santa Marina a Ruggiano, la festa di casa

Questa è la festa che ci riguarda da vicino. Ruggiano è una frazione di Salve, lo stesso comune di Pescoluse, e dista 8 km dalle nostre case: dieci minuti d'auto.

A metà luglio il paese celebra Santa Marina, i cui festeggiamenti solenni cadono tradizionalmente tra il 16 e il 17 luglio; nel 2026 il programma si è esteso dall'8 al 20, insieme a Sant'Elia profeta. La statua è custodita in un santuario seicentesco, meta di pellegrinaggi da secoli.

Il dettaglio che la rende diversa dalle altre sono le zigareddhe: nastri votivi lunghi quanto il corpo del devoto, portati in offerta alla santa. È una tradizione locale che sopravvive senza nessuna promozione turistica.

Se cercate una festa patronale vera, con più salentini che turisti, a un quarto d'ora dalla spiaggia, questa è la risposta.

Luglio: le luminarie di Scorrano

A Scorrano, per Santa Domenica, si accendono le luminarie più grandi del Sud Italia. Il paese è conosciuto come la capitale mondiale delle luminarie, e la definizione non è marketing: qui hanno bottega alcune delle famiglie di parari che costruiscono le strutture per mezza Europa. In generale, in Salento tutte le feste patronali sono caratterizzate da allestimenti di luminarie, ma a Scorrano si tocca l'apice.

Nel 2026 la festa si è tenuta dal 5 all'8 luglio. Le architetture di luce superano i venti metri e riproducono facciate barocche, cupole, navate. Si accendono al tramonto, tutte insieme.

Scorrano è a 36 km da Pescoluse, tre quarti d'ora. È la festa che consigliamo a chi ha una sera sola e vuole capire cosa sono le luminarie salentine.

Luminarie tradizionali salentine: archi di legno illuminati da migliaia di lampadine sopra la via di un paese in festa
Le luminarie · architetture di luce nei paesi in festa

Ferragosto a Leuca: l'Intorciata e la processione a mare

La festa più vicina a noi dopo Ruggiano è a Santa Maria di Leuca, 11 km da Pescoluse. Si celebra la Madonna de Finibus Terrae, patrona della punta estrema del Salento.

Il 14 agosto si tiene l'Intorciata: la statua della Madonna viene accompagnata da centinaia di torce accese dalla chiesa di Cristo Re fino al santuario, sul promontorio. È un corteo di fuoco che sale.

Il 15 agosto, nel tardo pomeriggio, la statua scende al porto dei pescatori e si imbarca. La processione a mare arriva fino alla baia di Pescoluse, seguita dalle barche dei pescatori. A mezzanotte i fuochi d'artificio si sparano sopra la scogliera, in corrispondenza del porto cittadino.

Per chi alloggia da noi è la festa più comoda dell'estate: si va, si torna in venti minuti, e il giorno dopo si è in spiaggia. Leuca è anche il punto di partenza delle escursioni in barca verso le grotte del Capo.

Agosto: San Rocco a Torrepaduli e la danza scherma

Nella notte tra il 15 e il 16 agosto, a Torrepaduli, frazione di Ruffano, si tiene la festa di San Rocco. È l'appuntamento in cui si vede la pizzica scherma, la danza-duello maschile che si balla in cerchio simulando un combattimento con le dita.

Nel programma 2026 i fuochi sono stati alle 23 del 15 agosto; subito dopo è cominciata la notte delle ronde, che va avanti fino all'alba. Il 16 la festa continua con le bande e i concerti sparsi per il paese, e torna la fiera mercato.

Torrepaduli è a 25 km, poco più di mezz'ora. Si parcheggia lontano e si cammina. Chi vuole capire cosa sta guardando può leggere prima la parte sulla danza scherma.

Agosto: la Notte della Taranta

È la festa che ha portato il Salento fuori dal Salento. La Notte della Taranta è nata il 24 agosto 1998 in piazza San Giorgio a Melpignano, quando undici gruppi di musica popolare suonarono insieme per la prima volta.

Oggi è un festival itinerante che per tutta l'estate attraversa i paesi della Grecìa Salentina in Salento, e culmina nel Concertone di Melpignano. L'edizione 2026 è la 29ª, ha per tema «Le vie del Mediterraneo», è partita il 30 luglio e si chiude sabato 22 agosto, con Ermal Meta come maestro concertatore.

Tutte le tappe sono ad accesso libero, Concertone compreso: si paga solo per le aree backstage e per i posti riservati sotto il palco. Nel 2025 la serata finale ha registrato 160.000 presenze.

Melpignano è a 46 km da Pescoluse, circa un'ora. La sera del Concertone il paese chiude al traffico: si parcheggia nelle campagne e si rientra a notte fonda. Le tappe itineranti nei borghi hanno la stessa orchestra e un decimo della folla: se avete bambini, scegliete quelle.

Folla che balla la pizzica di notte a un concerto della Notte della Taranta, in Salento
La pizzica in piazza · una notte di tamburelli

Agosto: Sant'Oronzo a Lecce

Dal 24 al 26 agosto Lecce celebra i santi Oronzo, Giusto e Fortunato. È la festa patronale del capoluogo, e la città si presenta al massimo della sua teatralità barocca.

Il 24 sera esce la processione con i simulacri dei tre patroni, che si chiude in piazza Duomo. Nei giorni intorno si tengono i pontificali, la Fiera di Sant'Oronzo con le bancarelle, il luna park e i concerti serali in piazza — nel 2026 con diversi gruppi di musica popolare salentina in cartellone.

Lecce è a 76 km da Pescoluse, poco più di un'ora e un quarto. Nei giorni della festa il traffico e i parcheggi complicano la giornata: conviene arrivare nel pomeriggio e fermarsi a cena.

Le sagre: come funzionano

Le sagre sono l'altra metà dell'estate salentina. Ogni paese ne organizza almeno una, dedicata a un prodotto: il polpo, la lumaca, la puccia, il pesce, il vino nuovo.

Il meccanismo è sempre lo stesso. Si va a un banco, si ordina, si paga a piatto, si mangia a tavolate lunghe sotto il tendone o in piazza. Non si prenota. Le porzioni sono grandi e la coda si allunga dopo le 21: chi arriva alle 20 mangia subito.

Cosa ci si trova, di solito:

  • Le pittule — palline di pasta lievitata fritte, semplici, alla pizzaiola o con il cavolfiore.
  • La puccia e la frisa — il pane salentino nelle sue due forme, farcito o bagnato.
  • Il polpo — alla pignata, alla griglia, in polpette.
  • La carne alla brace — bombette, salsiccia, gnumareddhi.
  • I dolci di fiera — copeta, mandorle atterrate, torrone tagliato a martello.

Chi vuole capire cosa sta ordinando può leggere prima la guida su cosa mangiare nel Salento, e quella sui vini del Salento per il bicchiere che arriva insieme.

Lunga tavolata conviviale all'aperto durante una sagra di paese salentina, illuminata di sera
Sagra di paese · si mangia in piazza, tutti insieme

Le sagre da segnare

Le date si spostano ogni anno, quindi qui indichiamo il periodo, non il giorno. Queste sono le più grandi, quelle che reggono anche un'ora di macchina.

  • Sagra te lu Purpu, Melendugno — il polpo in tutte le forme, a inizio agosto. Nel 2026 è stata la 27ª edizione, dal 5 all'8 agosto. Melendugno è però a 58 km da Pescoluse.
  • Sagra della Municeddha, Cannole — le lumache, attorno al 10 agosto. Nel 2026 dal 10 al 14. Si balla la pizzica fino al mattino.
  • Le sagre del pesce, lungo la costa — con il pescato del giorno, da luglio a settembre.
  • Le sagre della puccia e delle pittule — sparse, spesso a fine estate e in autunno.
  • Le sagre del vino nuovo e dell'olio — novembre, quando i turisti sono già andati via.

Vicino a noi, tra Salve, Morciano, Presicce e Ugento, ce n'è quasi una a settimana da metà luglio a fine agosto. Nessuna finisce sui grandi portali. Si scoprono dai manifesti e dai mercatini serali, che spesso condividono la stessa piazza. Chi cerca invece musica dal vivo tutte le sere, senza aspettare una festa, trova la mappa nella guida ai locali notturni vicino a Pescoluse.

Le date esatte, anno per anno, stanno nelle guide dedicate: il calendario delle sagre e delle feste del Capo di Leuca, e i due cartelloni comunali con gli eventi a Pescoluse e Salve e quelli a Torre Vado e Morciano di Leuca.

Le luminarie: chi le costruisce

Le luminarie non sono decorazioni. Sono architetture temporanee di legno intagliato, montate a mano, che riprendono il vocabolario del barocco leccese: archi, colonne, cupole, facciate.

Chi le costruisce si chiama paràro, e il mestiere si tramanda in famiglia da generazioni. La tradizione risale al Cinquecento; le lampadine a incandescenza sono state quasi ovunque sostituite dai LED, ma la struttura in legno si fa ancora come allora.

Nell'aprile 2024 la Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO ha trasmesso a Parigi il dossier «Parazioni e luminarie tradizionali del Sud Italia», candidandole a patrimonio culturale immateriale. La candidatura è partita dalla Puglia, insieme a Molise, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia, ed è tuttora in valutazione.

Il momento da non perdere è l'accensione, al tramonto: tutte le strutture si illuminano insieme, e il paese cambia faccia in un secondo.

Come si legge il programma di una festa

I manifesti affissi ai muri seguono uno schema fisso. Sapere leggerlo evita di arrivare tre ore prima o due ore dopo.

  • La mattina — messe, giro della banda per le strade, diana e spari a salve all'alba.
  • Il pomeriggio — concerto bandistico nella cassa armonica, il palco ottagonale al centro della piazza.
  • Le 19–20 — la processione con la statua del santo portata a spalla.
  • Il tramonto — accensione delle luminarie.
  • Le 22–23 — concerto sul palco grande, quasi sempre gratuito.
  • Mezzanotte — fuochi piromusicali, il gran finale.
  • Dopo l'una — le ronde di pizzica, dove ci sono.

Le bande da giro meritano una nota: arrivano da fuori, suonano trascrizioni di opere liriche complete e sono il solo pezzo di festa che si ascolta seduti.

Andare a una festa: le cose pratiche

  • Il parcheggio: i centri chiudono al traffico dal pomeriggio. Si lascia l'auto in periferia, spesso a un chilometro.
  • I contanti: alle bancarelle e ai banchi delle sagre il POS spesso non c'è.
  • I bambini: reggono bene fino ai fuochi, poi crollano. Passeggino, felpa e cuffie antirumore per i più piccoli.
  • Le scarpe: basolato e chianche sono scivolosi. Niente infradito.
  • Gli spari a salve: nelle processioni sono forti e improvvisi. Se avete un cane, lasciatelo a casa.
  • Il rientro: dopo mezzanotte le provinciali sono buie e strette. Guida chi non ha bevuto.

Il giorno dopo una festa il ritmo è lento, e conviene sapere già dove andare: le idee sono nella guida su cosa fare a Pescoluse. Le piscine naturali, un lido con l'ombrellone già pronto o una gita in barca da Torre Vado sono le cose giuste da fare con quattro ore di sonno.

Fuochi d'artificio nel cielo sopra le luminarie illuminate di una festa patronale salentina
Fuochi e luminarie · il gran finale della festa

Le feste d'inverno, quando non c'è nessuno

Chi viene fuori stagione non trova un Salento vuoto. Trova un Salento diverso.

Da dicembre a marzo il calendario è fatto di presepi viventi nei centri storici, falò di Sant'Antonio, Focara, carnevale e Settimana Santa. Ne parliamo per esteso nella guida al Natale in Salento. Nello stesso periodo tornano i mercatini e le fiere dell'artigianato, che d'estate sono soffocati dal turismo.

La differenza pratica è che d'inverno alle feste ci sono quasi solo salentini.

Perché nominiamo certi posti e non altri

Nessuna delle feste, delle sagre, delle attività o dei locali che nominiamo in queste pagine è convenzionata con noi. Li citiamo a titolo puramente informativo, sulla base della conoscenza diretta del territorio e dell'esperienza di chi ci vive. Non abbiamo accordi commerciali con nessuno e non riceviamo alcun compenso per le citazioni. Date, programmi, orari e organizzatori cambiano ogni anno: una verifica prima di partire — sui canali ufficiali del comune o della pro loco — resta il controllo più affidabile.

Dove dormire per seguire le feste

Le nostre case vacanza sono a Pescoluse e a Posto Vecchio, dentro il raggio delle feste del Capo di Leuca: Ruggiano è a 8 km, Leuca a 11, Torrepaduli a 25, Scorrano a 36. La spiaggia delle Maldive del Salento e il lungomare di Torre Vado sono a pochi minuti a piedi o in auto.

Chi rientra tardi cerca due cose: il posto auto sotto casa e uno spazio esterno dove sedersi senza svegliare nessuno. A Casa Pescoluse 1 l'auto si lascia nel posto privato e la veranda coperta è già arredata; a Casa Pescoluse 3, quattro posti e una camera, il posto auto è riservato e la veranda dà sul prato.

Se si va in gruppo servono più camere. Casa Pescoluse 2 ne ha quattro, con 9 posti, giardino sotto la tettoia e accesso senza scale; Casa Salento ha 100 metri quadri, tre camere e un giardino con barbecue, dove le serate finiscono quando si torna in otto. Con i bambini piccoli, Casa Dune ha il giardino grande e la sabbia delle Maldive a 400 metri: il giorno dopo la festa si va al mare a piedi.

Siamo proprietari diretti e viviamo qui. Chiedeteci pure quale sagra vale il viaggio questa settimana e quale no, dove si parcheggia e a che ora conviene arrivare. Per il resto della vacanza ci sono le guide su spiagge, la spiaggia di Pescoluse, la miglior spiaggia del Salento, sentieri e bici e ristoranti, oltre all'itinerario di 7 giorni partendo da Pescoluse. Tutto il resto è sul blog.

Domande frequenti

Quando si tiene la Notte della Taranta 2026?
L'edizione 2026 è la 29ª e ha per tema «Le vie del Mediterraneo». Il festival itinerante è partito il 30 luglio e ha attraversato per tutto agosto i paesi della Grecìa Salentina. Il Concertone finale è in calendario sabato 22 agosto 2026 a Melpignano, sul piazzale dell'ex convento degli Agostiniani, con Ermal Meta come maestro concertatore. Melpignano è a 46 km da Pescoluse, circa un'ora d'auto. Le date cambiano ogni anno: verificatele sul sito ufficiale del festival prima di partire.
Cos'è la Focara di Novoli e quando si accende?
È uno dei falò rituali più grandi al mondo. A Novoli, per Sant'Antonio Abate, si costruisce a mano una catasta di fascine di sarmenti di vite alta circa 20 metri, con oltre 30.000 fascine. L'accensione è la sera del 16 gennaio, vigilia della festa: nell'edizione 2026 la Cerimonia del Fuoco si è tenuta alle 20:30, dopo la bardatura della Focara al mattino con l'immagine del santo issata in cima. Il programma completo occupa quasi tre settimane, dal 6 al 25 gennaio. Novoli è a 87 km da Pescoluse, circa un'ora e mezza d'auto: va messa in conto come gita di una giornata.
Qual è il mese con più feste nel Salento?
Agosto, senza confronto. Nel giro di due settimane si concentrano la festa di San Rocco a Torrepaduli con la danza scherma nella notte tra il 15 e il 16, l'Intorciata e la processione a mare della Madonna de Finibus Terrae a Santa Maria di Leuca il 14 e 15, il Concertone della Notte della Taranta a Melpignano, la festa di Sant'Oronzo a Lecce dal 24 al 26 e decine di sagre. Luglio è il secondo mese più pieno, con Santa Marina a Ruggiano a metà mese e le luminarie di Scorrano per Santa Domenica ai primi.
Le feste patronali del Salento sono gratuite?
Sì. Processioni, luminarie, concerti bandistici, concerti serali in piazza e fuochi d'artificio sono ad accesso libero: non c'è biglietto e non si prenota. Vale anche per la Notte della Taranta, Concertone compreso — si paga soltanto per le aree backstage e per i posti riservati sotto il palco. Alle sagre invece si paga quello che si mangia, al banco e di norma in contanti: il POS spesso non c'è.
Quali sono le sagre più famose del Salento?
Le due più grandi sono la Sagra te lu Purpu di Melendugno, dedicata al polpo, che nel 2026 è arrivata alla 27ª edizione e si è tenuta dal 5 all'8 agosto, e la Sagra della Municeddha di Cannole, dedicata alle lumache, che nel 2026 si è svolta dal 10 al 14 agosto e dove si balla la pizzica fino al mattino. Accanto a queste ci sono le sagre del pesce lungo la costa da luglio a settembre, quelle della puccia e delle pittule a fine estate, e quelle del vino nuovo e dell'olio a novembre. Le date si spostano ogni anno: fidatevi del periodo, non del giorno.
Cosa sono le luminarie salentine e chi le costruisce?
Non sono decorazioni ma architetture temporanee di legno intagliato, montate a mano, che riprendono il vocabolario del barocco leccese: archi, colonne, cupole, intere facciate. Chi le costruisce si chiama paràro, e il mestiere si tramanda in famiglia da generazioni; la tradizione risale al Cinquecento. Le lampadine a incandescenza sono state quasi ovunque sostituite dai LED, ma la struttura in legno si fa ancora come allora. Nell'aprile 2024 la Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO ha trasmesso a Parigi il dossier «Parazioni e luminarie tradizionali del Sud Italia», candidandole a patrimonio culturale immateriale: la valutazione è in corso. Il paese dove vederle al massimo è Scorrano.
Qual è la festa tradizionale più vicina a Pescoluse?
Santa Marina a Ruggiano, frazione di Salve: lo stesso comune di Pescoluse, a 8 km, dieci minuti d'auto. I festeggiamenti solenni cadono tradizionalmente tra il 16 e il 17 luglio; nel 2026 il programma si è esteso dall'8 al 20 insieme a Sant'Elia profeta. La statua è custodita in un santuario seicentesco, meta di pellegrinaggi da secoli, e la tradizione locale sono le zigareddhe, nastri votivi lunghi quanto il corpo del devoto. È una festa con più salentini che turisti. Subito dopo per vicinanza viene Santa Maria di Leuca, a 11 km, il 14 e 15 agosto.
Cosa succede a Santa Maria di Leuca il 14 e 15 agosto?
Si celebra la Madonna de Finibus Terrae, patrona della punta estrema del Salento. Il 14 agosto si tiene l'Intorciata: la statua viene accompagnata da centinaia di torce accese dalla chiesa di Cristo Re fino al santuario sul promontorio, in un corteo di fuoco che sale. Il 15, nel tardo pomeriggio, la statua scende al porto dei pescatori e si imbarca: la processione a mare arriva fino alla baia di San Gregorio, seguita dalle barche. A mezzanotte i fuochi d'artificio si sparano sopra la scogliera. Leuca è a 11 km da Pescoluse: si va e si torna in venti minuti.
Ci sono feste tradizionali nel Salento fuori stagione?
Sì, e sono le più autentiche. Da dicembre a marzo il calendario è fatto di presepi viventi nei centri storici, falò di Sant'Antonio il 16 e 17 gennaio, la Focara di Novoli, il carnevale con la Caremma — il fantoccio della Quaresima appeso ai balconi e fatto esplodere la domenica di Pasqua — e i riti della Settimana Santa, con la processione dell'Urnia a Gallipoli il Venerdì Santo. Nello stesso periodo tornano i mercatini e le fiere dell'artigianato. La differenza pratica è che d'inverno alle feste ci sono quasi solo salentini: si mangia meglio e si parcheggia.
Le feste patronali sono adatte ai bambini?
Sì, con qualche accortezza. I bambini reggono bene fino ai fuochi di mezzanotte, poi crollano: passeggino e felpa risolvono la serata. Gli spari a salve delle processioni sono forti e improvvisi, quindi per i più piccoli servono cuffie antirumore — e se avete un cane, lasciatelo a casa. I centri storici chiudono al traffico dal pomeriggio: si lascia l'auto in periferia e si cammina, spesso per un chilometro. Occhio alle scarpe, perché basolato e chianche sono scivolosi. Per la Notte della Taranta, con i bambini scegliete le tappe itineranti nei borghi invece del Concertone: stessa orchestra, un decimo della folla.
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